Prima dell’invito
Lo studio deve definire perché raccoglie ore, attività e note, chi può consultarle e per quanto tempo. Deve fornire agli interessati un’informativa chiara prima dell’uso e verificare la base giuridica applicabile.
Uso responsabile
Il timer serve a rendicontare il lavoro sulle commesse. Non deve diventare uno strumento di sorveglianza occulta.
Ultimo aggiornamento: 12 agosto 2026
Lo studio deve definire perché raccoglie ore, attività e note, chi può consultarle e per quanto tempo. Deve fornire agli interessati un’informativa chiara prima dell’uso e verificare la base giuridica applicabile.
Usa i dati per organizzare commesse, consuntivare attività, pianificare risorse e controllare budget. Evita valutazioni occulte, classifiche individuali, raccolte eccedenti o l’uso disciplinare inatteso dei dati.
Ogni collaboratore usa un account personale, registra le proprie ore e può correggere le proprie attività. Budget, costi orari, spese e margini restano riservati a owner e admin.
Quando l’uso concreto consente un controllo a distanza dell’attività lavorativa, lo studio deve valutare l’articolo 4 della Legge 300/1970 e le eventuali procedure sindacali o autorizzative. La presenza del timer non sostituisce questa valutazione e Arch Time Pro non effettua geolocalizzazione, cattura dello schermo o registrazione automatica delle applicazioni usate.
Nelle note non vanno inseriti dati sanitari, giudiziari, opinioni personali o informazioni sul cliente non necessarie alla commessa. Gli utenti inattivi devono essere disabilitati tempestivamente e gli accessi non devono essere condivisi.
Questa guida non sostituisce la valutazione del consulente del lavoro o del legale dello studio. La liceità dipende da organizzazione, rapporto contrattuale, finalità e modalità concrete di utilizzo.